Il salario del peccato è la morte

Nota: questo articolo fa parte della serie sul Vangelo ed è il seguito dell'articolo Tutti hanno peccato.


Il peccato ci separa da Dio

“Ma le vostre iniquità sono quelle che han fatta separazione tra voi e l'Iddio vostro;
e i vostri peccati han fatta nasconder la sua faccia da voi,
per non ascoltare.”
Isaia 59:2

Poiché l'uomo è peccatore per natura, e il peccato separa Dio e l'uomo, possiamo illustrare la separazione da Dio così:

Isaia 59:2

Tutti hanno peccato...

“Poichè tutti hanno peccato, e son privi della gloria di Dio.”
Romani 3:23

Poiché la nostra condizione di morti e condannati è il risultato della disubbidienza di Adamo, questa verità è universale. Non importa la razza, la religione o la condizione sociale di una persona: resta vero che

TUTTI HANNO PECCATO...

La condizione di tutta la razza umana si può riassumere così:

Romani 3:23

Tutti son privi...

“Poichè tutti hanno peccato, e son privi della gloria di Dio.”
Romani 3:23

Poiché OGNI essere umano nasce discendente di Adamo e, quindi, peccatore morto e condannato, TUTTI, nessuno escluso, restano al di sotto di ciò che Dio si aspetta.

Romani 3:23

Il salario del peccato è la morte

“Perciocchè il salario del peccato è la morte,
ma il dono di Dio è la vita eterna,
in Cristo Gesù, nostro Signore.”
Romani 6:23

Questo versetto ci dice che il salario, cioè la conseguenza del peccato, è la morte. A questo punto dobbiamo capire che cosa significa “morte”. La parola morte si usa per descrivere la nostra condizione spirituale di morti, come in

“eziandio mentre eravamo morti ne' falli...”
Efesini 2:5

Qui però, in Romani 6:23, la morte descrive una morte eterna, come in

“...Questa è la morte seconda.”
Apocalisse 20:14-15

La morte seconda

E la morte e l'inferno furon gettati nello stagno del fuoco.
Questa è la morte seconda.
E se alcuno non fu trovato scritto nel libro della vita,
fu gettato nello stagno del fuoco.

Apocalisse 20:14-15

Tutti coloro che, quando muoiono, sono ancora spiritualmente morti, tutti coloro che non sono scritti nel libro della vita, saranno gettati nello stagno del fuoco.

Apocalisse 20:14-15

Così, quando la Scrittura dice

“il salario del peccato è la morte”
si riferisce a questa morte, cioè ALLA MORTE SECONDA, lo stagno del fuoco.


Il nostro panno lordato

La maggior parte delle persone, sentendo il bisogno di Dio, cerca di “fare qualcosa” per mettersi a posto con Dio. Cercano di costruire un ponte per eliminare la separazione che sentono esistere fra loro e Dio. Alcuni ci provano con le buone opere, come aiutare gli altri, dare ai poveri o fare gesti gentili verso le persone. Altri ci provano con pratiche religiose, come frequentare riunioni religiose, pregare o digiunare. Altri sperano che, per mezzo di riti religiosi come il battesimo o la comunione, non saranno più peccatori morti sotto la condanna di Dio. Quando ci avviciniamo a Dio sulla base di queste cose, delle nostre opere, Dio le chiama “UN PANNO LORDATO”, come nel versetto seguente:

“E noi siamo stati tutti quanti come una cosa immonda,
e tutte le nostre giustizie sono state come UN PANNO LORDATO;
laonde siamo tutti quanti scaduti come una foglia,
e le nostre iniquità ci hanno portati via come il vento.”
Isaia 64:6

Isaia 64:6

Non per opere

Può l'uomo, con qualche azione o con delle azioni, salvarsi dal suo stato di peccato? Può rendersi vivo spiritualmente e togliere la condanna che grava su di lui davanti a un Dio Santo? Che dice la Scrittura?

“Perciocchè voi siete salvati per la grazia, mediante la fede, e ciò NON È DA VOI, è il dono di Dio. NON PER OPERE, acciocchè niuno si glorii.”
Efesini 2:8-9

“NON È DA VOI”

“egli ci ha salvati; NON PER OPERE giuste, che noi abbiam fatte; ma, secondo la sua misericordia, per lo lavacro della rigenerazione, e per lo rinnovamento dello Spirito Santo; il quale egli ha copiosamente sparso sopra noi, per Gesù Cristo, nostro Salvatore.”
Tito 3:5-6

“NON PER OPERE”

“Ora, a colui che opera, il premio non è messo in conto per grazia, ma per debito. Ma, a colui che NON OPERA, ANZI CREDE in colui che giustifica l'empio, la sua fede gli è imputata a giustizia.”
Romani 4:4-5

“NON OPERA, ANZI CREDE”

“E se è per grazia, NON È PIÙ PER OPERE; altrimenti, grazia non è più grazia; ma, se è per opere, non è più grazia; altrimenti, opera non è più opera.”
Romani 11:6

“NON È PIÙ PER OPERE”

Secondo la Scrittura, l'uomo, lasciato a se stesso, è del tutto incapace di compiere QUALSIASI opera, azione o atto di devozione che sia gradito agli occhi di Dio, perché è impuro per natura e tutte le sue opere giuste sono come un panno lordato. È davvero debole e impotente quando si tratta di salvare se stesso; perciò è davvero perduto. Deve cercare aiuto in Dio, perché ogni volta che prova a fare qualcosa per piacere a Dio, sta scritto...
“... ciò non è da voi...”
“... Non per opere...”
“... non per opere giuste, che noi abbiam fatte...”
“... tutte le nostre giustizie sono state come un panno lordato...”

Efesini 2:8-9

Per il peccato, la morte

In conclusione, tutti coloro che fanno parte della razza umana: Abbiamo davvero bisogno di un Salvatore!

Per saperne di più, guarda l'insegnamento video (in inglese) Righteousness: Counted, Credited, Imputed.

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